Le violenze sugli animali sono equiparate all’omicidio, lo dice l’FBI

Gli amanti e i difensori dei diritti degli animali hanno accolto come una grande vittoria la splendida notizia in arrivo dagli Stati Uniti, l’FBI tratterà gli atti di crudeltà verso gli animali come crimini di classe A, la stessa categoria attribuita agli omicidi.

In poche parole significa che il più importante sevizio investigativo americano avrà il dovere di condurre le indagini, relative a casi di maltrattamento sugli animali, con lo stesso modus operandi dei casi di omicidio.

Allo stesso tempo è stato creato un database con tutti gli episodi di maltrattamento, i dati relativi a questi casi vengono registrati nel sistema NIBRS (acronimo di National Incident-Based Reporting System), utilizzato dall’FBI per catalogare i crimini a livello nazionale.

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Mary Lou Randour, che lavora sui programmi di prevenzione contro la violenza sugli animali per l’associazione Animal Welfare Institute, spiega perché si tratta di un passo importante:

“Prima di questo cambiamento, non c’era modo di conoscere la frequenza con cui si producevano questi crimini, quando accadevano, e se erano in aumento oppure no. I dati sono fondamentali. In questo modo avremo un maggior numero di informazioni relative ai maltrattamenti, cosa che ci permetterà di intervenire e prevenire in modo più efficace. “

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L’FBI ha anche redatto una definizione ufficiale di che cosa si intenda per ‘atto di crudeltà’ verso gli animali: “Si tratta di un atto intenzionale, premeditato o spontaneo, che consiste nel maltrattare o uccidere un animale senza ragione, come la tortura, la mutilazione, l’avvelenamento o l’abbandono”.

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Gli atti di crudeltà sono stati suddivisi in quattro categorie: negligenza, abuso intenzionale e tortura, maltrattamenti organizzati (come ad esempio i combattimenti di galli o cani), abusi sessuali.

L’obiettivo è quello di far diminuire i crimini.
La decisione dell’FBI rientra in un progetto più vasto di lotta contro il crimine. Numerose indagini hanno evidenziato un legame tra i casi di maltrattamento e i crimini contro gli esseri umani.

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Stando a quanto ha rivelato uno studio psicologico condotto dalla New York State Humane Association, il 70% dei criminali hanno incominciato la loro ‘carriera’ maltrattando gli animali.

Il Dr. Harold Hovel, che ha diretto lo studio, spiega: “I killer seriali di norma compiono atti di violenza sugli animali. La connessione è tale che è raro incontrarne uno che non abbia incominciato la sua ‘carriera’ maltrattando degli animali. “

In sostanza, l’FBI ha dedotto che le persone che oggi torturano gli animali hanno buone probabilità di diventare i serial killer di domani.

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Indipendentemente dalla prevenzione dei crimini nei confronti degli esseri umani, questa decisione rappresenta un grande passo avanti per la salvaguardia degli animali.

All’inizio del 2015 era stata la Francia a fare i primi passi cambiando lo statuto degli animali nel codice civile e definendoli come ‘esseri sensibili’. Oggi tocca agli Stati Uniti e speriamo che presto tutte le nazioni del globo facciano qualcosa a tutela degli animali.