In rianimazione, i medici autorizzano: il suo cane può starle accanto

TREVISO – È costretta in un letto della Terapia intensiva del Ca’ Foncello. Ha 78 anni e una salute precaria: le macchine la tengono costantemente sotto osservazione.

Da lì riesce a intravedere uno spicchio del mondo esterno solo attraverso la finestra. Ma non intende rinunciare alle feste del suo cagnolino. Un beagle che con le sue grandi orecchie riuscirebbe a strappare un sorriso a chiunque.

E non è un mistero che coccolare il proprio miglior amico a quattro zampe rappresenta un aiuto anche durante le terapie più pesanti e nei momenti di estrema difficoltà.

In rianimazione, i medici autorizzano: il suo cane può starle accanto

Lei non può uscire. Così ha chiesto a medici e infermieri di far entrare lui. Un cane all’interno della Rianimazione? Sembrava impossibile. Invece no.

La direzione dell’Usl ha accolto la richiesta. E sta facendo il possibile per esaudire il desiderio della 78enne. Non è semplice. Al Ca’ Foncello non è mai accaduta una cosa del genere.

Prima di aprire la porta al cagnolino, ci si deve preparare a dovere. Bisogna rispettare una serie di protocolli igienico-sanitari per impedire ogni possibile contaminazione in un ambiente, la Terapia intensiva, per definizione off limits per germi, virus e batteri.

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