Raffica di furti in azienda Era il figlio del titolare. “Mio padre è ricco, ma non mi dà più soldi”

Spariti 10 mila euro. La confessione: «Mio padre è ricco, ma non mi dà più soldi». Parte della refurtiva regalata ai clochard

BOLZANO. Arriva una chiamata presso la centrale della polizia. È un imprenditore bolzanino. Dice di aver subìto un furto: dalla sua azienda, che si trova nel quartiere Gries-San Quirino, sono spariti 10 mila euro in contanti.

I ladri hanno forzato la porta d’ingresso e il cassetto in cui il titolare della ditta tiene i soldi.

 

Sul posto arrivano gli agenti della polizia scientifica. Cercano tracce biologiche. Dopo circa un’ora, via radio, i colleghi della Volante, coordinati da Sarah Gambardella, segnalano tre ragazzi sospetti.

Due hanno diciannove anni, mentre il terzo ne ha appena diciassette. Sono nervosi. Uno dei tre giovani bolzanini è noto alle forze dell’ordine. È rimasto coinvolto in una rissa, poche settimane fa. Alla radio vengono trasmessi i nomi dei giovani. Appena viene dato l’ultimo cognome, gli agenti si guardano e chiedono particolari. Il ragazzo, infatti, ha lo stesso cognome dell’imprenditore derubato.

Il trio, dunque, viene portato in questura per ulteriori accertamenti. Complessivamente vengono trovati circa 6 mila euro in contanti. Nei sacchetti vengono trovati articoli sportivi costosi e qualche cellulare nuovo di zecca. Alla fine crollano: sono stati loro a rubare i 10 mila euro. Il figlio del titolare dell’azienda ammette di aver saputo dove il padre teneva i soldi, organizzando il furto.

Raffica di furti in azienda Era il figlio del titolare. “Mio padre è ricco, ma non mi dà più soldi”

Hanno fatto shopping e, mentre giravano per le vie del capoluogo, hanno consegnato a una decina di senzatetto cinquanta euro a testa.
Ma perché? Perché un figlio decide di derubare il proprio padre? Il ragazzo ha raccontato agli agenti la difficile situazione familiare in cui vive.

Il padre, che ha una vita agiata e senza preoccupazioni economiche, da un anno si rifiuterebbe di dargli sostentamento economico. Il giovane spiega di essersi voluto vendicare. Voleva dare al padre una lezione, visto che da un anno non gli darebbe più nemmeno un centesimo per vivere.

Gli agenti, sorpresi dal racconto del ragazzo, non hanno potuto fare altro che avvisare il padre, per dirgli che a derubarlo era stato proprio il figlio. Poi gli hanno riferito le motivazioni del giovane.

Il genitore, però, sconvolto nello scoprire che il ladro è suo figlio, ha spiegato di aver deciso di non dare più soldi al ragazzo perché vuole che il giovane si prenda le proprie responsabilità e impari ad essere autonomo. Le indadagini proseguono.

Intanto il giovane dovrà prendersi le sue prime responsabilità. Lui e i suoi due amici sono stati denunciati per furto aggravato. I seimila euro in contanti trovati nelle loro tasche sono stati restituiti all’imprenditore.

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