Primo tentato omicidio nella storia dell’Antartide, accoltella il collega perché «gli rivelava la fine dei libri»

Ha accoltellato al petto il collega scienziato perché gli rivelava sempre in anticipo la fine dei libri. Sembra uno scherzo ma è quello che è accaduto davvero in Antartide dove lo scorso 9 ottobre, nella remota base di King George Island, parte del gruppo di isole della South Shetland, lo scienziato russo Sergey Savitsky ha aggredito a coltellate il collega Oleg Beloguzov. Il 55enne ha preso un coltello da cucina e l’ha piantato nel petto del collega.

È il primo caso di cronaca nera che si verifica qui, sullo sfondo, come avevamo raccontato: i mesi vissuti in isolamento, l’assenza di luce, l’abuso di alcol. C’è tutto questo dietro il tentato omicidio: i due lavoravano insieme da ben quattro anni. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stato proprio il vizio di Beloguzov di «spoilerare» la fine dei libri gialli che il collega leggeva. Entrambi sono infatti appassionati dello stesso genere di romanzi, ma la vittima aveva il vizio di rivelarne in anticipo il finale, una volta letti. Lo confermano gli stessi investigatori: «Lo spoilering dei gialli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma la vita in mezzo al niente, alienati dal mondo, ha influito nel raptus aggressivo». Savitsky è stato incriminato per tentato omicidio, il collega ferito gravemente dovrebbe infatti sopravvivere, stando gli ultimi bollettini medici.

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