Pedofilo costringe un bimbo a un rapporto orale, ma evita il carcere: ecco perché

Una inquietante lacuna normativa ha permesso ad un pedofilo, che ha ammesso in sede di processo tutte le sue colpe, di evitare il carcere anche se per il reato da lui commesso è prevista una pena massima dell’ergastolo.

In Gran Bretagna l’opinione pubblica sta gridando allo scandalo per la storia di John Mason, un 51enne nato e cresciuto a Liverpool ma attualmente residente in Scozia.

A raccontarla è Metro.co.uk. L’uomo era un adolescente quando nei primi anni ’80 costrinse un bimbo di pochi anni a praticargli un rapporto orale.

Pedofilo costringe un bimbo a un rapporto orale, ma evita il carcere: ecco perché

La sua vittima, rimasta traumatizzata per tutta la vita, non confessò mai la violenza per la vergogna e la paura di non essere creduto. La prima denuncia, infatti, arrivò nel 2010 dopo che la madre della vittima venne a sapere della storia.

Mason, dal canto suo, aveva confessato la compiuta violenza per la prima volta nel 1995, ad una sua ex compagna.

Le indagini, tuttavia, partirono molto tardi e il primo avviso di garanzia a carico di Mason arrivò nel 2015. L’uomo ha ammesso le sue colpe, ma per la giustizia inglese deve scontare la pena prevista all’epoca della violenza e non quella attuale.

La beffa giuridica per la vittima è notevole: se la violenza fosse avvenuta oggi, l’uomo avrebbe rischiato l’ergastolo, ma nei primi anni ’80 la legge prevedeva una pena massima di tre mesi.

I giudici, a questo punto, si sarebbero rifiutati di comminare una sanzione così leggera.

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