Blocca il muso del suo cane con lo scotch e poi se ne vanta su Facebook. Ecco la sentenza

Katie Brown, una donna di 45 anni, è stata condannata per aver pubblicato una foto su Facebook dove si vede il muso del suo cane legato con uno scotch.

Il commento all’immagine è stato: “questo è quello che succede quando non vuole piantarla“. Immediatamente il post fa il giro della rete e ottiene più di 100.000 condivisioni, suscitando le proteste e l’indignazione di molti utenti.

Dopo alcune ore la signora, non pensando di avere un’attenzione così rilevante, fa marcia indietro e scrive che si è trattato solo di qualche minuto e che lo scatto era destinato al figlio e per errore l’ha messo su Facebook: “niente panico!! Si è trattato solo per un minuto, ma non ha più abbaiato dopo che l’ho punito!!

muso

La rettifica non ha evitato che la donna fosse arrestata dalla polizia con l’accusa di maltrattamento. La sentenza di colpevolezza è arrivata dopo sei mesi, ma il giudice successivamente ha sospeso la pena e ha disposto che Katie fosse messa sotto sorveglianza per un anno.

Le reazioni alla vicenda sono state contrastanti perché qualcuno ha osservato che in fin dei conti non si è trattato di una vera e propria punizione. Altri hanno sottolineato come il fenomeno della crudeltà verso gli animali sta comunque interessando le forze dell’ordine perché in forte aumento. Contrariamente a quello che avveniva in passato le autorità ora prendono più seriamente in considerazione le denunce di maltrattamento di animali domestici e non solo.

Dalle foto del suo profilo sembra comunque che il cane fosse trattato bene e con affetto e anche le successive visite dal veterinario hanno confermato il suo buono stato di salute. Per tali ragioni non è stato allontanato, ma continuerà ad essere osservato dalle autorità di controllo.

Il caso ricorda quello di Kimberly Ann Howell che diceva di aver legato il muso del suo cane per scherzo, e anche quello molto più grave di Caitylin, che ha subito un danno permanente dopo che è stata legata per più di 48 ore. Il primo si è già concluso con una sentenza di condanna, mentre il processo del secondo si deve ancora celebrare.

Possiamo solo auspicare che la condanna sia esemplare e senza sconti, perché la violenza gratuita verso tutti è da condannare severamente.

Fortunatamente anche qui da noi la sensibilità su questi temi è in aumento. Ora sotto accusa ci sono anche i circhi che non sono affatto dei luoghi così immacolati come testimoniano molti reportage. Il decreto è già in Senato.

Blocca il muso del suo cane con lo scotch e poi se ne vanta su Facebook. Ecco la sentenza