Maestra non riesce a ricordare i nomi degli alunni: “È lo stress”. Ma scopre che è un tumore

Jess Hoffman ha scoperto di avere un glioblastoma multiforme all’età di 23 anni. È morta nel 2016 a 27. A raccontare la sua storia al quotidiano inglese The Sun, la sorella Robby: “Tutto quello che voleva era essere una brava insegnante”.

Non riusciva a ricordare i nomi dei suoi alunni e scriveva messaggi senza senso, ma non si è preoccupata, dando la colpa di queste dimenticanze allo stress da lavoro.

Invece, Jess Hoffman, maestra inglese di 27anni, è morta dopo aver scoperto di avere un tumore al cervello. I fatti risalgono allo scorso maggio, ma solo negli ultimi giorni la famiglia si è decisa a raccontare la sua storia alla stampa locale.

È stata la sorella Robby a ricordare al The Sun cosa è successo alla giovane insegnante. “Aveva 23 anni quando sono emersi i primi sintomi. Ma era un periodo difficile, quello.

La scuola dove lavorava aspettava la visita degli ispettori e lei era molto nervosa. Per questo non ci siamo allarmati quando sbagliava i nomi dei ragazzi o scriveva sms praticamente incomprensibili”.

Maestra non riesce a ricordare i nomi degli alunni: “È lo stress”. Ma scopre che è un tumore
Jess Hoffman

Ma la situazione è presto peggiorata. Oltre ai problemi di memoria, sono aumentati i mal di testa e Jess ha anche sviluppato capacità olfattive. Proprio per questo, si era decisa ad andare da un medico, che le ha diagnosticato in un primo momento la sinusite.

Poi, dopo esami più approfonditi, la tragica scoperta: una grossa massa si nascondeva nel suo cervello, minacciandone la vita. Si trattava, nello specifico, di un glioblastoma multiforme al quarto stadio, una forma molto pericolosa e aggressiva di cancro. Era il 2012. “Sembrava di vivere in un incubo – ha raccontato Robby -.

Ho cominciato a informarmi sulle eventuali terapie e sulla prospettiva di vita di mia sorella. Ma più ricerche facevo, più mi rendevo conto di quanto fosse disperata la situazione”.

Poco dopo, Jess ha cominciato le cure, dalla radio alla chemioterapia, che l’hanno tenuta impegnata per i due anni successivi e alle quali rispondeva in maniera positiva. Sembrava che tutto fosse stato risolto, ma nel 2015 il tumore è tornato ancora più aggressivo. Da qui, un nuovo inferno, con oltre cinque operazioni al cervello, durate fino al marzo dello scorso anno.

“Jess non ha mai parlato della  morte. Si è sempre comportata come se tutto andasse bene”. È morta a maggio del 2016. “Abbiamo provato di tutto – conclude la sorella -, anche soluzioni alternative laddove la medicina tradizionale ci sembrava insufficiente. Il suo sogno è sempre stato quello di diventare un’insegnante e amava i bambini più di ogni altra cosa. E questo le ha in parte permesso di vivere più a lungo”.

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