Famoso cacciatore sudafricano ucciso da un elefante durante un safari

Theunis Botha, 51 anni, famoso per i suoi safari nel parco di Hwange, è stato scaraventato a terra o e schiacciato da una femmina di elefante. Il personale della riserva: ”Battuta di caccia legale, è stato uno sfortunato incidente”

LEOPARDI, elefanti, antilopi: ne ha uccisi tanti di animali nella sua vita, Theunis Botha. Al punto da diventare uno dei più rinomati cacciatori nell’Africa dei trofei e delle zanne d’avorio che ancora arredano le case di appassionati di mezzo mondo.

Fino a perdere la vita proprio durante una battuta di caccia: è accaduto venerdì scorso, nel parco nazionale di Hwange, in Zimbabwe, dove Botha è morto a 51 anni schiacciato dalla mole di un elefante appena abbattuto.

Una battuta di caccia come tante, secondo il portavoce della riserva Simukai Nyasha che, interpellato dalla Afp l’ha definita ”legale”, con un finale macabro però – questa volta – per chi imbracciava il fucile.

Theunis Botha

È accaduto il 18 maggio ma solo oggi i media africani cominciano a dare qualche dettaglio in più sulla dinamica della tragedia. I cacciatori si sono trovati a dovere fronteggiare la carica di quattro femmine di elefante prese di mira dai cacciatori.

Una di queste, secondo quanto riportato da News24, ha sollevato di peso con la sua proboscide Theunis Botha, facendolo cadere a terra e calpestandolo. L’animale è stato subito abbattuto ed è caduto proprio sul cacciatore sudafricano di 51 anni. Theunis Botha lascia moglie e cinque figli.

Nessun commento da ”The Big Game Safaris”, la società che faceva capo a Botha e che sul suo sito invita a partecipare ai safari con foto di gruppo trionfanti, in primo piano le prede: leopardi, coccodrilli, leoni, giraffe, appunto.

Pelli senza vita, zanne e dentature ormai inoffensive, perché di cadaveri, ma stimate milioni di dollari. I turisti che vogliono uccidere con le proprie mani gli animali per saccheggiarli vengono da tutto il mondo.

Proprio durante un safari ai confini dello stesso parco, nel 2015, fu ucciso anche Cécil, il leone diventato famoso anche per le denunce filtrate dai social network, che avevano puntato il dito contro il dentista americano appassionato di caccia, Walter Palmer.

Una zampa di elefante, ricorda l’agenzia di stampa francese, può calpestare con una forza pari a sette tonnellate: un’arma micidiale, difficile però da mettere a confronto con un fucile. Oggi la stampa parla di una caccia sfortunata, ma anche fosse andata a buon fine nessuno avrebbe mai osato citare la legittima difesa. E di fronte a un lutto, resta più accettabile l’ipotesi dell’incidente.

Fonte

 



Si stavano facendo la foto con Il loro trofeo… di videovirale

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