Dà uno schiaffo al figlio che fumava uno spinello: denunciato il padre, rischia sei mesi

Uno schiaffo è educazione o è un reato? Deve esserselo chiesto un padre di Cattolica, che si è beccato una denuncia dopo aver colpito a schiaffi il figlio che era stato a sua volta denunciato perché stava fumando uno spinello. Dopo un controllo dei carabinieri in un parco pubblico nella cittadina sulla riviera romagnola, il ragazzino, 15 anni, è stato sorpreso dai militari mentre fumava una canna ed è stato portato in caserma.

Per un giovane di quella età, il consumo di stupefacenti prevede solo una semplice segnalazione: il padre è stato convocato per essere informato e per riprendersi suo figlio, ma quando è arrivato, arrabbiato per l’accaduto, ha dato un ceffone al 15enne. E i carabinieri, che hanno visto tutto, lo hanno subito denunciato per abuso di metodi di correzione.

L’avvocato Alessandro Totti, che difende l’uomo, non ha nascosto la sua perplessità: «La denuncia è esagerata – ha detto al Corriere della Sera – si è trattato di un gesto di rabbia. Immaginate lo spavento di una persona che viene convocata al telefono dai carabinieri per riprendersi il figlio, quella reazione è comprensibile». L’articolo 571 del codice penale che disciplina l’abuso di metodi di correzione prevede una pena massima di sei mesi, ma l’uomo dovrebbe cavarsela: la Cassazione ha infatti stabilito che uno schiaffo ad un figlio è reato solo se c’è un’esplicita volontà di provocare danni fisici.

Fonte: Leggo

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