A cosa serve il cilindro posto all’estremità del caricabatterie?

Le case, le  auto, i luoghi di lavoro sono ormai pieni di dispositivi tecnologici. Non si fa quasi nulla senza di loro. Molti non osano pensare ad esempio di mettersi in macchina senza poter utilizzare un navigatore o l’applicazione del cellulare.

Ammettiamolo, se ci si dimentica soltanto il caricabatterie per caricare lo smartphone iniziamo ad innervosirci, pensando di non avere la carica sufficiente per tutta la giornata.

Insomma, la tecnologia ha già da tempo modificato le abitudini delle persone, e non sempre in positivo. Al di là di come la pensiate al riguardo, è indubbio che spesso ci troviamo ad utilizzare dei componenti le cui caratteristiche per noi sono un vero e proprio mistero.

Vi siete mai chiesti a cosa serva quel piccolo cilindro che si torva all’estremità del caricabatteria?

 

A cosa serve il cilindro posto all’estremità del caricabatterie?

1. Schermo delle interferenze

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Alcuni dispositivi utilizzano la corrente alternata con frequenze molto alte. Possono quindi generare un campo elettromagnetico importante che potrebbe disturbare il funzionamento di altri dispositivi come wi-fi, router, radio e televisioni.

2. Ottimizza il flusso di corrente

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Al loro interno si trova un componente magnetico, un sorta di calamita, che ha la caratteristica di assorbire queste frequenze. Il nucleo di ferrite che è all’interno è prodotto con un materiale estremamente economico ma senza il quale l’utilizzo di un dispositivo elettronico come un pc diventerebbe quasi impossibile. Inoltre ha il vantaggio di ottimizzare  il flusso di corrente che passa attraverso il cavo.

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