Cane Angelo. Due imputati chiedono la “messa in prova”, il giudice dice no

Nuova udienza, a Paola, ai quattro accusati di aver torturato e poi ucciso un povero cagnolone a Sangineto, in provincia di Cosenza. Paolo Bernini dei 5 stelle invoca pene più dure per le violenze sugli animali

Cosenza, 18 maggio 2017 – Nell’udienza di oggi a Paola al processo ai quattro soggetti responsabili di aver barbaramente seviziato e ucciso il cane Angelo a bastonate e aver postato su Facebook le immagini raccapriccianti, dopo la costituzione di parte civile delle associazioni è stato il momento degli avvocati difensori che hanno giocato la carta della sospensione del processo e della “messa in prova” presso i servizi sociali di due degli imputati.

“Tale strategia, per fortuna rigettata dal Giudice, è inaccettabile – dichiara il portavoce parlamentare del Movimento Cinque Stelle Paolo Bernini che prosegue: “Il tentativo di sminuire la gravità dei delitti commessi da parte di soggetti potenzialmente pericolosi anche per la parte più fragile ed indifesa della società, è vergognoso. Per questo la proposta di legge del Movimento Cinque Stelle che prevede l’inasprimento delle pene per i reati contro gli animali deve essere calendarizzata ed approvata in tempi brevi.

Non siamo più disposti ad essere testimoni di tristi teatrini nelle sale damascate del Parlamento in cui parlamentari e alcune associazioni si parlano addosso per poi non raggiungere l’unico vero obiettivo che interessa agli animali: quello di avere pene più severe e non scontabili per chi commette reati di una gravità inaudita. Non c’è più spazio in una società civile per chi maltratta gli animali e per chi fa marketing sulla loro pelle”, conclude Bernini.

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