Cane Angelo, ​torturato e ucciso da 4 ragazzi: condannati al massimo della pena ma non faranno neanche un giorno di carcere…

Per i quattro pena di sedici mesi con la sospensione, subordinata a sei mesi di volontariato presso un canile. Previsto un risarcimento per 20 associazioni animaliste, che spingono per una legge più severa. Brambilla: “In carcere chi maltratta e uccide gli animali”

COSENZA – Avevano torturato fino alla morte un cane randagio, riprendendo tutto e postando poi il video su Facebook. Quasi un anno dopo, è arrivata la sentenza del Tribunale di Paola: i quattro responsabili sono stati condannati a un anno e quattro mesi ciascuno.

Per loro, assenti nel momento della sentenza, è prevista però la sospensione della pena, subordinata all’esecuzione di sei mesi di lavori di pubblica utilità presso associazioni a tutela degli animali. Con l’aggiunta di un risarcimento di duemila euro a ciascuna delle venti associazioni animaliste costituitesi parte civile nel processo.

Il giudice monocratico del Tribunale di Paola, Alfredo Cosenza, ha inflitto il massimo della pena prevista ai quattro ragazzi, accogliendo la richiesta della pubblica accusa. Il brutale gesto si era verificato nel giugno scorso a Sangineto, in provincia di Cosenza: dopo le torture, il cane Angelo era stato impiccato. Il badile utilizzato dagli imputati per colpire l’animale è stato inoltre confiscato.

Cane Angelo, ​torturato e ucciso da 4 ragazzi condannati al massimo della pena ma non faranno neanche un giorno di carcere...

Il processo era iniziato il 27 aprile, con la scelta del rito abbreviato da parte dei difensori degli imputati. Fin da subito quella del cane Angelo si era rivelata una storia di sconvolgente crudeltà, ma anche di omertà e immobilismo delle istituzioni. Il video che i quattro avevano pubblicato su Facebook mostrava una violenza definita assolutamente “crudele e ingiustificata” dal pm del Tribunale di Paola, dal momento che il randagio, ribattezzato Angelo dopo la sua morte, non risultava essere aggressivo o pericoloso. Una triste vicenda che ha avuto anche una grossa risonanza sul web.

L’associazione Animalisti italiani onlus ha espresso la sua soddisfazione per la sentenza, nelle parole di Riccardo Manca: “Continueremo a chiedere a tutti gli italiani – ha continuato Manca – di firmare la petizione per l’inasprimento delle pene previste per il maltrattamento e l’uccisione di animali”. Gli ha fatto eco Stefano Fuccelli, presidente del Partito animalista europeo: “Angelo è riuscito in un’impresa unica, coinvolgere ed unire l’intera opinione pubblica per chiedere a gran voce pene certe per i reati contro gli animali. Ineccepibile il giudizio del magistrato, di più non poteva fare, aveva le mani legate da una legge inadeguata e ingiusta”. Per Fuccelli, “fintanto non verranno modificate le normative vigenti nessun Angelo avrà giustizia e altri Angelo continueranno ad essere barbaramente trucidati per gioco o per noia”.

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