Il segreto dell’eterna giovinezza in Cilento. Vincenzo, 103 anni: “Mai mangiato carne”

Olio d’oliva e vino paesano, dieta rigorosamente mediterranea. La carne? Perfetta sconosciuta. E poi ci sono quei simpatici indovinelli con i quali si diverte a stuzzicare, in piazza, i suoi compaesani. Sorride, Vincenzo Baratta, ultracentenario nella terra dei centenari: ha spento 103 candeline, è uno dei nonnini più longevi del Cilento. Ma è in buona compagnia: trecento ultracentenari, il segreto sarebbe in alcuni meccanismi proteici che difendono dai processi dell’invecchiamento.

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Per studiarli, sono arrivati ricercatori americani, tedeschi e italiani: il progetto si chiama Ciao (“Cilento on aging outcomes study”) e coinvolge l’università di San Diego, la Sapienza di Roma, il Waltraut Bergmann Stiftung di Berlino e il Great Italy (Global research on acute conditions team). Ma Vincenzo la fa molto più semplice, a quanto pare: “Il mio segreto? E’ nella volontà di Dio. Ma certo mi aiuta coltivare il piccolo orto e fare, ogni giorno, un salto in piazza”. Già, è lì – nel cuore di Lustra, un piccolo e antico borgo del Parco nazionale del Cilento – che i suoi indovinelli mettono a dura prova le sinapsi degli spigliati Matusalemme cilentani.

Storie da Piccolo Mondo Antico, un intreccio tra il capitale di relazioni sociali e le prelibatezze della terra: è anche qui, soprattutto qui, che risiede il mistero della longevità di Vincenzo e dei suoi “cugini”. Lui, dal canto suo, vive a casa di un pronipote: non ha avuto figli, ma non gli manca certo l’affetto dei familiari. “Ho partecipato alla seconda guerra mondiale, facevo servizio sia in Calabria che in Puglia”, racconta riannodando con lucidità il filo dei ricordi. Vincenzo è nato a Rocca Cilento il 1 novembre 1913: una storia lunga più di un secolo, nella terra dei centenari.

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