Gli studi lo confermano: chi parla agli animali domestici è più intelligente

Uno studio inglese relativo al 2014 aveva reso noto che, delle migliaia di persone con animali domestici intervistate in quel frangente, il 91% di esse aveva confessato di utilizzare il cosiddetto “baby talking” per rivolgersi al proprio gane, gatto o pet in generale.

Il “baby talking” altro non è che parlare a qualcuno come fosse un bambino molto piccolo.

Peccato però che questo fenomeno, seppure diffusissimo, sia spesso soggetto a critiche ed anche chi viene trovato in quell’atto spesso finisce in imbarazzo.

Gli studi lo confermano chi parla agli animali domestici è più intelligente

Ma è davvero sbagliato? Gli psicologi suggeriscono di no: rivolgersi ad un animale come ad un essere umano è un meccanismo noto come “antropomorfizzazione”, ma non c’è nulla di strano. Almeno finché non vi aspettiate che si metta a parlare lui!

L’antropomorfizzazione è indicativa del nostro bisogno di comunicare e di avere compagnia e, sebbene possa sembrare immaturo farlo con cani e gatti, in realtà oggi si ritiene che sia un segno di intelligenza.

Gli studi lo confermano chi parla agli animali domestici è più intelligente

“Ci capita spesso di ribattezzare oggetti come automobili, strumenti musicali, navi, tutti oggetti con i quali sviluppiamo una relazione speciale e che diventano estensioni della nostra personalità“.

“Ciò è solamente il sottoprodotto di ciò che comporta avere un’intelligenza sociale molto sviluppata, ed avere un cervello molto attivo nel percepire le menti degli altri” ha spiegato Nicholas Epse, professore di scienze comportamentali presso la University of Chicago.

In altre parole, parlare con i nostri pet è sì una forma di intelligenza, ma significa anche che li riteniamo compagni speciali delle nostre vite.

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