Hachikō, 82 anni fa la morte del cane che ha fatto commuovere il mondo

La sua storia ha fatto piangere il mondo intero. Hachikō oggi è diventato il simbolo per eccellenza dell’amore e della fedeltà degli animali nei confronti dell’uomo.

L’8 marzo 1935 moriva il cane giapponese, di razza Akita, che per 10 anni attese il ritorno del suo padrone alla stazione e che diventò famoso in Giappone tanto che lì l’8 marzo è lutto nazionale. Alla commovente storia di Hachikō, il cui vero nome era Hachi, il numero otto, considerato ben augurante, si rifa anche un film del 2009, diretto da Lasse Hallström e con Richard Gere.

Il padrone di Hachikō, il professor Hidesaburō Ueno, ogni mattina prendeva il treno dalla stazione di Shibuya per recarsi all’università. Il cane lo accompagnava e, intorno alle 17, quando il professore tornava a Tokyo, lui si faceva trovare sulla banchina ad attenderlo.

hachiko

Il 21 maggio del 1925 però Ueno ebbe un ictus mentre era a lezione e morì. Il suo fedele amico, per i 10 anni successivi, restò ad attenderlo alla stazione, fiducioso ogni giorno di vederlo scendere dal treno. Nel 1934, un anno prima della sua morte, ad Hachikō venne dedicata una statua in bronzo, posta nella stazione di Shibuya, mentre un’altra fu installata nella sua città natale, Odate.

Hachikō morì di filariosi all’età di 15 anni. L’8 marzo di ogni anno, davanti alla sua statua, viene organizzata una cerimonia in un suo onore. Nel 2015, in occasione degli 80 anni della sua morte, l’Università di Tokyo pose una statua che lo ritraeva, finalmente, insieme al suo padrone. Perché quella ricongiunzione era la cosa che avrebbe desiderato più al mondo.

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