Donna scrive una meravigliosa lettera all’uomo che ha abbandonato un cane fedele

«Caro proprietario di m*** di questo cane, oggi abbiamo letto un paio di e-mail da parte di persone che avevano notato il tuo cane abbandonato fra la 15esima e la Excelsior avenue. Guardando la data abbiamo visto che il tuo cane era lì seduto almeno da sabato mattina. Li abbiamo visti solo adesso perché eravamo molto impegnati. Così abbiamo deciso di andare a vedere se potevamo aiutarlo. Eravamo sicuri di trovarlo ancora lì. Lui ti stava aspettando». Inizia così la lettera dura e aperta che un gruppo di volontari del Kings SPCA-Rescue ha voluto virtualmente scrivere a chi ha abbandonato un cane, simbolo più che mai di fedeltà: quando hanno visto la e-mail, erano già passati cinque giorni. Ma quel cane era ancora lì.

«Non ha mai lasciato il posto dove gli ha detto di rimanere. E’ sempre stato un bravo cane. E’ rimasto vicino all’ultimo posto dove ha visto la persona che più preferiva al mondo. Ha pensato che saresti tornato indietro. Guardava ogni macchina che si avvicinava sperando che stessi tornando per lui. Il tuo cane ha rischiato il congelamento, ha vissuto la fame e la paura per giorni perché sei un pezzo di m*** senza cuore. Lui ti stava aspettando»

I suoi soccorritori lo hanno chiamato Banjo e sono rimasti molto colpiti dalla sua fedeltà e da quanto il suo proprietario l’abbia tradito. Così hanno deciso di pubblicare su Facebook questa lettera scritta direttamente a chi è stato capace di tanta crudeltà.
«Era così affamato che stava mangiando bastoni. Qualche persona buona si è fermata e gli ha dato un po’ di cibo, ma lui aveva molta fame ed era confuso. Anche con il cibo di fronte a lui, quel cane sapeva che doveva aspettare il tuo ritorno. Lui ti stava aspettando».

La lettera poi continua: «Non è un cane cattivo. E’ un cane molto buono. Sei tu un cattivo amico. Hai abbandonato qualcuno che avrebbe dato la sua vita per te. Qualcuno a cui non importa quanto a lungo sei stato via per lavoro. Qualcuno che è felice se ti vede tornare sia che tu sia uscito solo per controllare la buca delle lettere o se sei stato via per giorni. Qualcuno che ti lecca le lacrime dalle guance e mangia il tuo cibo avanzato dal piatto. Ora non ti aspetterà più»
Nella lettera i volontari raccontano quanto sia stato difficile guadagnarsi la fiducia di quel cane. «Si stava facendo buio e sentivamo i coyote in lontananza. Ci siamo seduti lì per ore. Gli abbiamo parlato. Lo abbiamo nutrito. Solo dopo ore ha accettato di mangiare dalle nostre mani. Finalmente ha deciso di avvicinarsi e ci siamo coricati nel fango freddo dicendogli “Andrà tutto bene, è l’ultima volta che qualcuno ti farà del male”. Il tuo cane mi ha così permesso di accarezzarlo sulla testa. Poi dietro le orecchie. Alla fine sono riuscito a sedermi vicino a lui e mi ha permesso di dargli qualche grattino sulla pancia. Mi ha permesso di mettergli un guinzaglio senza provare a scappare».

È a questo punto della lettera che arriva la parte più difficile da accettare per chi ama gli animali: «E’ stato tranquillo fino al momento di andarsene. Voleva aspettarti. Si è rifiutato di andare al furgone. Ho portato il tuo grosso cane al furgone: il tuo grande e gentile cane era spaventato. Il tuo cane fedele. Ho portato il tuo cane lontano dall’ultimo posto dove ti ha visto. Ha uluato per tutta il viaggio verso il nostro rifugio. E’ stato il lamento più doloroso che io abbia mai sentito. Era il suono del suo cuore che si spezzava. Voleva disperatamente tornare al posto dove lo hai lasciato. Ha continuato a guardare fuori dal finestrino mentre ci allontanavamo. Il suo abbaiare è durato sin quando è venuto vicino al sedile del conducente e ha iniziato ad abbaiare verso di me. Ho iniziato ad accarezzarlo sulla testa e lui mi guardava in modo confuso, ma ha appoggiato la testa sulle mie ginocchia e ha piagnucolato sino al rifugio. Tu non meriti un cucciolo così speciale. Tu non meriti nessun cane. Il cane si dimenticherà di te. Troverà una buona casa e riceverà l’amore che merita».

Banjo, a distanza di qualche giorno da quella lettera, sta bene e appena quel testo si è diffuso in rete sono arrivate centinaia di richieste di adozioni: tutti in coda per poter avere un cane così speciale pronto ad aspettare il suo nuovo proprietario a costo della sua vita. Gli operatori hanno pubblicato la lettera non solo come gesto di rabbia, ma perché sia stimolo alle adozioni dei cani da parte delle persone con un cuore vero, perché i cani come Banjo sono molti.

Fonte

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