Angelo, il cane ucciso a Sangineto: Questura di Cosenza emette 4 misure di prevenzione

I quattro ragazzi di Sangineto, autori della terribile e crudele uccisione di Angelo erano stati denunciati. La Questura di Cosenza ha emesso una misura di prevenzione nei loro confronti.

SANGINETO – La Questura di Cosenza su indicazione dei carabinieri ha emesso quattro misure di prevenzione nei confronti dei quattro ragazzi, denunciati lo scorso mese di giugno per aver ucciso con una crudeltà inaudita il povero cane Angelo a Sangineto. Del caso si sono occupate tantissime associazioni animaliste che hanno inscenato una grande protesta a luglio nella cittadina tirrenica e nei giorni scorsi anche la trasmissione televisiva di Italia1 “Le Iene” con due servizi di Nina Palmieri. Forse ora, finalmente, qualcosa sembra muoversi anche nei “palazzi”, dopo i tanti articoli realizzati dalla nostra redazione e dal tam tam sui social network in cui si chiede e si continuerà a chiedere “Giustizia per Angelo”.

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La Questura di Cosenza su proposta dei militari di Cittadella del Capo ha emesso in queste ultime ore 4 misure preventive che non sarebbe legate al reato di uccisione di animale sul quale indaga la Procura di Paola, ma sulla loro condotta prima e dopo il grave fatto compiuto.

Secondo alcuni elementi raccolti dai carabinieri infatti, i quattro avrebbero frequentato persone e luoghi che denoterebbero uno stile di vita poco idoneo; pertanto quello emesso è una sorta di ammonimento però comporta una serie di obblighi comportamentali per i quattro ragazzi e che potrebbe essere l’anticamera di misure di sicurezza più gravi. I quattro ragazzi dunque, sono obbligati a modificare i propri comportamenti e le frequentazioni.

Un provvedimento non strettamente legato al procedimento penale che seguirà alla denuncia a piede libero dello scorso giugno che li vede accusati di uccisione di animali in concorso e al quale saranno sottoposti gli assassini di Angelo, ma che comunque rappresenta un’azione in parallelo al procedimento che interessa i quattro sanginetesi. In merito infatti è la Procura di Paola ad indagare e le indagini preliminari sono ancora in corso.

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