Acerra, giovani e anziani vanno a vivere insieme per dire addio alla solitudine

Progetto di coabitazione nel napoletano, nato su iniziativa del figlio di un immigrato. i residenti giocano a scacchi, disegnano e soprattutto si fanno compagnia: “Non è una casa di riposo, è una famiglia”

Giocano a scacchi, disegnano, chiacchierano, coltivano i propri hobby, raccontano aneddoti della propria gioventù, e soprattutto si “fanno compagnia”, ascoltati dai ‘nipoti’ e da quelli che ormai considerano dei veri e propri familiari nonostante non ci sia alcun vincolo di parentela.

É quanto avviene in un appartamento di Acerra (Napoli), dove alcuni anziani hanno deciso di convivere sposando il progetto di co-housing “Facciamoci compagnia”, realizzato dalla cooperativa ‘La Fenice’ per abbattere i costi, ma anche la solitudine ed i rischi legati alla terza età, come le truffe e gli incidenti domestici.

Acerra, giovani e anziani vanno a vivere insieme per dire addio alla solitudine

Non solo. Gli anziani sono dotati, se richiesto dai familiari, anche di un Gps per poter essere rintracciati, se fuori casa, in caso di perdita di senso dell’orientamento.

“Non è una casa di riposo o di cura – precisa Stefano Gamra, presidente della cooperativa e ideatore del progetto – ma un appartamento dove gli anziani convivono, assistiti da alcuni operatori sociosanitari, una cuoca ed una psicologa che li aiuta nella coabitazione.

Nessuno indossa il camice, e gli operatori si rivolgono agli ospiti chiamandoli nonni, in modo da farli stare a proprio agio in un ambiente nuovo. Per ora il progetto funziona, e gli anziani si trovano bene”.

Gamra, 28enne figlio di un immigrato marocchino sposatosi poi con una donna di Acerra, dopo anni di volontariato, aveva, qualche anno fa, realizzato anche un centro di accoglienza per minori extracomunitari non accompagnati.

Progetto che ha abbandonato per poi realizzare la co-housing accreditata dalla Regione Campania.

Nell’appartamento, dotato di ogni comfort per gli anziani, sono presenti sette posti letto sistemati in diverse camere (alcune doppie), dove i nonnini hanno a disposizione il proprio spazio privato, per poi condividere il proprio tempo in una sala soggiorno e nella cucina, dove spesso arrivano anche amici e familiari, o altri ospiti della struttura per il progetto di “nonno parking”.

“I miei veri nonni sono ormai morti – conclude Gamra – ma qui ne ho trovati tanti. I nostri anziani meritano rispetto, è per questo che ho deciso di realizzare una pratica nata in Danimarca tanti anni fa e già in uso nel centro nord.

La solitudine, qui, per loro è solo un ricordo, così come i problemi legati alla gestione economica di un appartamento, che molti, ormai, non possono permettersi. Qui pagano un fisso ed hanno a disposizione gli operatori che li aiutano quando necessario, e li ascoltano”.

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