5 consigli importanti per affrontare l’arrivo del freddo invernale

Durante il periodo invernale i malanni stagionali possono essere davvero molto numerosi. Nel corso dell’intera stagione caratterizzata da mesi particolarmente freddi, infatti, è molto più frequente  essere colpiti dalle note malattie di raffreddamento che il più delle volte interessano le alte vie respiratorie.

Oltre ai malanni autunnali ed invernali tipici e maggiormente noti come la febbre, il mal di gola oppure il raffreddore esistono anche altri tipi di disturbi che si manifestano come disturbi a livello intestinale.

È bene tenere sempre presente che l’intestino in autunno diventa un organo molto particolare e questo partendo dal presupposto che circa il 70% delle cellule che compongono il nostro intero sistema immunitario si trovano all’interno dell’intestino e proprio per questa ragione è importantissimo tenerlo d’occhio.

A riguardo assume rilevanza il parere espresso da Luca Lombardi, ideatore del programma Coliteaddio, con studio a Bari, ma che ha aiutato centinaia di utenti in tutta Italia, grazie a video consulenze via Skype.

 Il dottor Lombardi ha sottolineato che i cambiamenti climatici influenzano la sensibilità dell’intestino poiché sono capaci di determinare un aumento delle alterazioni della regolarità intestinale. Non è quindi raro, a dire dello studioso, che durante i mesi autunnali problemi come colite, stipsi e dispepsie aumentino nettamente.

Quali possono essere le cause?

 Le cause di problemi autunnali legati all’intestino sono diverse e al contempo numerose. Si pensi, ad esempio, al semplicissimo alternarsi delle ore di luce e di oscurità durante il corso di una giornata che è in grado di modificare ed aumentare la produzione di specifici neurotrasmettitori che possono incidere sul tono dell’umore. 

Tra intestino e cambiamenti dal punto di vista climatico, dunque, si crea una particolare dinamica che incide fortemente sul sistema immunitario.

Ecco perché diviene molto importante capire come affrontare al meglio il cambio di stagione  tenendo conto di alcuni consigli utili che sono stati esplicitati da alcuni studiosi ed esperti del settore e che devono essere scrupolosamente seguiti se realmente si desidera prevenire ed eventualmente fare fronte ad eventi di questo genere.

 Il primo consiglio da tenere assolutamente presente è quello di bere almeno un litro e mezzo o due litri di acqua al giorno. Nonostante possa sembrare apparentemente banale tale consiglio deve essere seguito e tenuto presente soprattutto perché durante il periodo invernale o autunnale, facendo particolarmente freddo, si tende ad assumere una quantità nettamente minore di liquidi. È anche opportuno svolgere una attività fisica regolare. Anche il cibo che si ingerisce è fondamentale per la regolarità intestinale.

 Per quel che riguarda i cibi soffermiamoci innanzitutto sui cibi autunnali e i prodotti che fanno bene o male quando si hanno dei problemi a livello intestinale. Riscontrati problemi di gastrite o di reflusso gastroesofageo bisognerebbe anzitutto mangiare in bianco, evitare i cibi fritti, il caffè, ed i cibi con eccessivi condimenti.

Consigliabile è mangiare sempre molta frutta e verdura autunnale che sia ricca di sostanze vitaminiche. Alimenti preziosi per la salute sono i kiwi che sono ricchissimi di vitamine che aiutano a rinforzare il sistema immunitario preparando l’organismo ad affrontare al meglio la stagione fredda, è bene ricordare che non sono consigliati nei soggetti con diverticolosi del colon oppure colon irritabile.

 Cosa non mangiare con la sindrome dell’intestino irritabile e che cosa evitare?

 La cosa principale è evitare di mangiare quei cibi che fermentando possono favorire oppure aumentare la comparsa dei sintomi. Alcuni alimenti che fermentano molto e sono proibiti quando si soffre di sindrome dell’intestino irritabile sono il latte ed i suoi derivati come lo yogurt, i formaggi o i gelati, la frutta secca come noci, pistacchi oppure anacardi, alcuni frutti come le susine, il mango oppure l’anguria ed alcune verdure come il cavolo, la verza o gli asparagi.

 Oltre ai classici consigli come bere molta acqua, masticare lentamente, non restare mai a stomaco vuoto è anche opportuno seguire alcuni consigli particolari e specificamente indicati dal medico nel trattamento di casi che, a seconda delle distinte persone, possono essere molto variabili.

Ecco perché una cosa da tenere sempre presente prima di fare una diagnosi e dunque prima di decidere cosa mangiare o meno rivolgersi sempre al proprio medico di fiducia che, a seconda del problema, e di eventuali altre patologie deciderà secondo una opportuna valutazione

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